È ormai un fatto acclarato che i vini della Toscana siano annoverati tra i migliori vini a livello mondiale. L’eco delle colline toscane risuona infatti in tutti gli angoli del mondo attraendo molti turisti, desiderosi di percorrere le cosiddette Strade del Vino per scoprire e assaporare le delizie enologiche di questa regione. La Toscana ha una storia enologica millenaria che deriva dalla straordinaria varietà di vini, all’apparenza simili, ma al tatto molto differenti. La conferma di questa eccellenza vinicola nel mondo la danno le sue pluripremiate etichette, capaci di aggiudicarsi ben undici denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG), sei indicazioni geografiche tipiche (IGT) e quarantuno denominazioni di origine controllata (DOC).

Storia e tradizione del vino toscano

Il successo di questi vini deriva da un connubio tra territorio e tradizione, entrambe caratteristiche rimaste immutate negli anni. Infatti, il territorio toscano conta numerose zone di produzione esaltate dalla ricchezza e varietà del clima e del terreno sia esso in collina, sulla costa oppure in montagna. Magister dei vitigni in Toscana è il Sangiovese, che anima i più prestigiosi rossi toscani. Si tratta di un’uva rossa di qualità e gran carattere che dà sapori e risultati diversi a seconda di dove lo si coltivi e al clima a cui viene esposto. Il Sangiovese, se ben coltivato, può regalare un vino equilibrato e raffinato con note floreali, tuttavia se unito con altri vitigni, richiede un’attenzione particolarissima.

Storicamente, sembra che il Sangiovese fosse già noto agli Etruschi, i quali cominciarono a dedicarsi alla coltivazione della vite e alla produzione del vino. Il Sangiovese si è successivamente diffuso in altre zone d’Italia seguendo le rotte commerciali dell’epoca. Oggi, oltre alla toscana, possiamo trovarlo anche in molte regioni del centro Italia. I vini prodotti dal Sangiovese hanno permesso l’affermarsi di una cultura vinicola toscana con testimonianze storiche curiose come il gallo nero, simbolo del chianti classico, che abbiamo raccontato in un articolo precedente, oppure letterari come la dedica che Dante fece alla Vernaccia di San Gimignano nella sua Divina Commedia.

Oltre a Dante, altri personaggi emblematici contribuirono a diffondere la tradizione della vitis vinifera toscana, tra questi non possiamo esimerci dal citare Cosimo III Medici, che volle omaggiare i sovrani europei dell’epoca con ricercati vini di Montalcino. Questa sua scelta contribuì senza dubbio a favorire le esportazioni di vino toscano nel mondo rafforzandone tradizioni e prestigio rimaste intatte fino ad oggi.

I vini rossi toscani

I vini rossi più celebri sono prodotti nei territori circostanti a Firenze e Siena; dalla zona del Chianti passando per Montepulciano e la Maremma, non c’è zona che non produca vini pregiati e rinomati. Chianti, Montepulciano Brunello, Vermentino… c’è solo da scegliere e degustare.

Montalcino Rosso e Brunello: eccellenze italiane nel mondo

Come recita il titolo, se la Toscana è la terra del vino per eccellenza, il Brunello di Montalcino è sicuramente il suo più illustre interprete. Per il Brunello parlano i numeri, è il vino più richiesto con un buon 70% della produzione esportata all’estero e un giro d’affari che tocca i 200 milioni di euro annui.

Il Rosso ed il Brunello di Montalcino sono entrambi espressione dei territori limitrofi al comune di Montalcino votati all’eccellenza nella produzione e conservazione del vino. Si tratta di un comprensorio di circa 25.000 ettari, inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità, che dà i natali a due vini, entrambi insigniti del marchio DOC.

Il Brunello ha le sue radici nel periodo dell’unità d’Italia ed è prodotto esclusivamente con uva San giovese. Le sue peculiarità sono la sua longevità negli anni, la struttura elegante che conferisce limpidità e brillantezza e un colore rosso vivace. Il Brunello esprime la sua massima espressività nel corso degli anni, di solito da un minimo di 10 anni ad un massimo di 30 anni, diventando, all’apice dell’età, più elegante ed armonico. I criteri che regolano la produzione di Brunello sono severissimi con limiti di resa ad ettaro e un apposito esame da parte di una commissione ad hoc che ne giudica proprietà e caratteristiche, e se lo ritiene idoneo agli standard di qualità, gli conferisce la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).

Ma Montalcino non è soltanto terra di Brunello. Il Rosso è anch’esso un vino rinomato e di carattere, ma molto più giovane rispetto al vitigno fratello che è destinato al lungo invecchiamento. Nonostante ciò, il rosso ha acquisito una precisa identità e un riconoscimento identitario con il conferimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC). Il rosso di Montalcino ha un carattere armonico ed elegante, con aspetto brillante e limpido, ed in grado di soddisfare anche i connaisseur più esigenti.

Tra le aziende di Montalcino più affermate possiamo riconoscere Col d’Orcia, storica cantina nata verso la fine dell’Ottocento che ogni anno produce vini pluripremiati e apprezzati dalla critica.

Chianti: L’eccellenza del gallo nero

Il celeberrimo Chianti merita sempre una menzione per le sue radici che affondano nell’antichità. Il Chianti è di fatto il vino toscano per eccellenza, simbolo di una parte di toscana, a cui ha prestato il nome, e di uno stile di vita ricercato e spensierato. Le sue proprietà organolettiche sono ammirate e riconosciute in tutto il mondo perché donano a questo vino maestosità e colore rosso vivace, che con il processo d’invecchiamento tende ad un colore granato.

Il Chianti è prodotto con uve Sangiovese nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa e Siena e può essere blanded con altri vitigni di proprietà analoghe, purché non superino il 10-15% del totale. Doverosa la distinzione tra Chianti e Chianti classico per le proprietà organolettiche che li rendono unici e distinguibili. Il vino che vede la luce nella zona del Chianti Classico è tutelato dal Consorzio del Vino Chianti Classico contraddistinto dal celebre gallo nero, simbolo della protezione del territorio del Chianti da parte della Repubblica di Firenze.

Su Thirsty abbiamo una ricca selezione di rossi toscani, puoi trovare i vini di Montalcino, Chianti, Morellino, Tignanello, Solaia e tanti altri. Se hai bisogno di un consiglio sul tuo vino toscano, il team di Thirsty è sempre a tua disposizione.

Il simbolo del vino Chianti è il Gallo Nero e le origini di questo marchio risalgono alla costituzione dell’antica Lega Militare del Chianti. Questa fu creata dalla Repubblica del Marzocco nel 1384 in opposizione a Siena. La Lega del Chianti comprendeva i comuni di Gaiole, Castellina e Radda. Chianti e Chianti Classico non sono la stessa cosa infatti i due nomi indicano due diverse DOCG con Consorzi di tutela e zone di produzione differenti.

Il marchio del Gallo Nero si trova rappresentato su tutte le bottiglie prodotte ne l territorio del consorzio Chianti Gallo Nero da decenni. Alcuni anni fa ne è stato effettuato un “restyling” e dalla rivisitazione grafica è nata una versione più moderna e accattivante. Il pittore Giorgio Vasari, tra l’altro, riprodusse questo simbolo sul soffitto del Salone dei Cinquecento, nel Palazzo Vecchio di Firenze, nell’opera “Allegoria del Chianti”.

LA LEGGENDA DEL GALLO NERO DEL CHIANTI

Stando a una leggenda molto nota, il comportamento di un gallo nel medioevo fu responsabile della definizione dei confini politici del territorio del Chianti. Quando le Repubbliche di Firenze e Siena erano in lotta l’una contro l’altra, questo territorio di mezzo tra le due era oggetto di continue dispute. Si decise, così, di far partire all’alba, dai capoluoghi delle due Repubbliche, due cavalieri e di stabilire il confine fiorentino-senese nel loro punto d’incontro.

Il gallo nero fiorentino e il gallo bianco senese

Il segnale d’avvio per i cavalieri doveva essere il canto di un gallo, come era usanza al tempo. I senesi scelsero un gallo bianco e gli diedero da mangiare più del solito, pensando che all’alba del giorno seguente avrebbe cantato più forte grazie alle molte energie. I fiorentini optarono per un gallo di colore nero, il quale fu tenuto quasi digiuno e chiuso in una stia piccola e buia per diversi giorni, per farlo esasperare. Il giorno della partenza, il gallo dei fiorentini fu liberato e cantò forte, molto prima dell’alba. Il gallo dei senesi, invece, dormì più del solito perché era ancora sazio. In tal modo il cavaliere di Firenze si avviò con molto vantaggio sul cavaliere di Siena. Il secondo, infatti percorse solamente una dozzina di chilometri e a Fonterutoli incontrò il primo. La Repubblica Fiorentina ebbe modo, così di annettere tutto il territorio del Chianti.

QUALI VINI DEL CHIANTI HANNO IL GALLO NERO COME SIMBOLO?

Il Granduca di Toscana Cosimo III nel 1716 emise un bando che stabiliva che i vini prodotti nei comuni di Gaiole, Castellina e Radda si potevano chiamare vini del Chianti. In questo modo si delimitò la zona di produzione di vino del Chianti fino ad includere circa i 3/5 del Comune di Greve. Nel 1932 con la creazione della zona vinicola Chianti, i tre comuni rientrarono nella più estesa sottozona denominata Classico.

Il Gallo Nero è stato a lungo il simbolo del Consorzio del Marchio Storico che gestiva l’immagine di un gruppo di produttori facenti parte del Consorzio del Vino Chianti Classico. A partire dal 2005 si è esteso l’uso del simbolo a tutti i produttori della sottozona Classico. I confini del Chianti Classico attualmente comprendono:

  • Radda,
  • Gaiole,
  • Castellina in Chianti,
  • Castelnuovo Berardenga,
  • Greve in Chianti,
  • San Casciano,
  • Tavarnelle,
  • Barberino Val d’Elsa,
  • una piccola porzione del territorio comunale di Poggibonsi.

Avete mai comprato il vino rosso online? Oggi esistono alcuni market place dove è possibile trovare selezioni dei migliori vini rossi italiani e stranieri. Anche se è ormai stata smentita la teoria che il vino rosso fa dimagrire, questa rimane una delle bevande più amate in Italia e all’estero. Esistono moltissimi tipi di vini rossi italiani e ognuno racchiude in sé la storia di un territorio, di una vigna e di una lavorazione particolare.

Il vantaggio dell’acquisto di vini online è che si può accedere con facilità a un catalogo ricco di etichette e tipologie di prodotti. Si può leggere la scheda di ciascuna bottiglia, chiedere consiglio all’assistenza clienti e ordinare comodamente da casa propria, dal pc o dallo smartphone. Un risparmio di tempo considerevole e un’opportunità anche per chi vuole avvicinarsi alla scoperta di nuove cantine ma non ha modo di girare l’Italia.

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Gli esiti di una ricerca dell’Università di Alberta, in Canada, tempo fa avevano confermato che il consumo moderato di vino rosso fa dimagrire. I suoi effetti in termini di dimagrimento, in base alla ricerca, si potrebbero paragonare ad un’ora di palestra. La notizia era avallata anche dai ricercatori di Harvard e della Washington State University. Le ragioni di tale teoria risiedono nel fatto che il vino rosso contiene resveratrolo.

Questa sostanza impedirebbe l’aumento di densità delle cellule adipose, contrastando l’accumulo di grasso corporeo. Il ricercatore americano Jason Dyck, però, ha in seguito smentito gli esiti di tale ricerca, spiegando che l’effetto si otterrebbe solo con l’assunzione di resveratrolo (e di vino) in dosi massicce. Bere un bicchiere di vino al giorno, la sera prima di andare a dormire, dunque, rimane un vero piacere per molti ma non brucia i grassi in eccesso.

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